Alberto Pandolfo

Consigliere del Comune di Genova – Presidente della 3° Commissione Bilancio del Comune


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Interrogazione su tempi e procedure sul cantiere di copertura del Torrente Bisagno

  

Alla fine del mese di gennaio il Comune di Genova ha pubblicato il bando per assegnare i lavori del terzo e ultimo lotto di rifacimento della copertura del Torrente Bisagno.

La scadenza di presentazione delle offerte è stata fissata al 18 marzo, la prima seduta pubblica di gara il 22 marzo.

Ho appreso da notizie stampa di una possibile riapertura dei termini del bando per modifiche procedurali derivanti da alcuni errori nella stesura del bando, che potrebbero indurre ritardi, che, seppur limitati, e considerato che errare è umano, l’Amministrazione non può consentire.

C’è da dire che lavori sono comunque in corso, ma credo che per la prosecuzione deve essere garantita nei tempi più rapidi anche nel tratto conclusivo del cantiere che in linea d’aria riguarda da Santa Zita alla Stazione Brignole.

Inoltre ci sono anche fatti minori che riguardano quel tratto, ma comunque di interesse per la cittadinanza, come ad esempio la sopravvivenza o meno del bruco che attraversa il viale.

L’attenzione sulla vicenda dei cantieri per il contrasto al rischio idrogeologico è certamente al centro di questa Amministrazione, come del Governo centrale, testimonianza del fatto è l’importante visita/sopralluogo che ci sarà domani alla presenza del Ministro dell’Ambiente Galletti, del dott. Mauro Grassi Capo dell’Unitá di Missione di Palazzo Chigi “Italia Sicura” e dei tecnici della Protezione Civile.

Detto questo, ho presentato questa interrogazione alla Giunta per avere informazioni circa i tempi e le procedure del cantiere in atto, per il recupero funzionale della copertura del Torrente Bisagno. Perché penso sia utile togliere ogni dubbio rispetto a potenziali ritardi nella procedura avviata.

Sono sicuro che l’Amministrazione, voglia esigere e dimostrare il massimo rigore nella gestione di quel cantiere, come ha saputo fare fino adesso.


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Interrogazione sulle azioni a beneficio della vivibilità delle aree colpite dall’alluvione per accompagnare le ingenti opere a salvaguardia del territorio

Considerate le ingenti opere in atto e in programma a salvaguardia del territorio, l’Amministrazione come sta accompagnando queste azioni straordinarie a beneficio della vivibilità delle aree colpite dalle ultime alluvioni, in particolare in Piazza Raggi e nella zona della Bassa Val Bisagno.

PandolfoConsiglioComunale

Un flusso di finanziamenti cosi consistente, per la messa in sicurezza del nostro territorio, come quello che si sta verificando nei fatti ancora in queste settimane, non ha indubbiamente precedenti.

Le ferite aperte nella nostra città sono state tanto laceranti, quanto oggi è visibile l’impegno a rendere tangibili trasformazioni che allontanino eventi drammatici, della portata delle alluvioni, che hanno colpito Genova.

L’ingente contributo del Governo, accompagnato da quello del Comune, per un ammontare di diverse centinaia di milioni di euro, ha avviato e avvierà l’apertura di una serie di cantieri in città.

Voglio ribadirlo ancora una volta, come ho già fatto in questa sede, ogni tipo di sacrificio non solo può, ma deve essere sopportato se a beneficio della salvaguardia del territorio. Sia esso sacrificio di mobilità, di traffico, di sosta, di polvere, acustico, o di qualsiasi natura, sempre nel rispetto delle norme ovviamente.

Questo però non significa che debba venire meno, durante questa fase di trasformazione e soprattutto in prospettiva, laqualità della vita anche sotto tutti i profili che tutelino la vivibilità.

Per questo chiedo all’Amministrazione comunale:

quali azioni intende mettere in atto, per cogliere le occasioni di trasformazione, come occasioni che non solo tutelino il territorio, ma lo possano arricchire in termini di miglioramento delle condizioni di mobilità, di sosta, di percezione, di vita;

cito a questo proposito l’esempio di Piazza Raggi, in una delle zone sempre colpite dalle alluvioni come quella di Borgo Incrociati, per chiedere qual è il modello, di sinergia col Municipio Bassa Val Bisagno, che ha reso possibile anche unariqualificazione di superficie come quella attuata;

chiedo altresì di dare avvio, o in alcuni casi di accelerare, anche nel resto della città, nel resto della Val Bisagno, allaFoce e nel Ponente cittadino, (le zone più colpite in questi anni, e più sofferenti) di opportunità per una rinascita.

Chiedo questo in particolare per allontanare il rischio che le zone colpite, paghino ulteriormente un deperimento e una relativa perdita di valore.

Lo chiedo anche affinché si scongiuri invece quanto annunciato col famigerato Piano Casa che la Regione Liguriasta approntando, ossia l’incentivo addirittura commisurato con un aumento della percentuale di ampliamento dal 35 al 50% per chi si trova in area a rischio esondazione e ricostruisce in aree sicure.

Quindi: qui si allaga, puoi andare un po’ più in là a costruire ancora e a costruire anche di più di quanto già sia costruito.

Questo non può avvenire.

Attenzione non significa condannare – lo dico un po’ brutalmente – la popolazione ad avere l’acqua alle ginocchia purché non abbandoni il luogo dove vive o dove lavora, ma anzi, porre tutte le condizioni affinché, ove possibile e con opere civili, l’acqua non possa arrivare nemmeno alle caviglie di chi intende continuare a popolare e quindi arricchire zone oggi ancora poco sicure.

Anche per questo chiedo l’impegno della Giunta ad accompagnare le operazioni di messa in sicurezza con interventi di vivibilità.


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Interrogazione sullo stato di avanzamento lavori delle principali opere a salvaguardia del territorio

E’ noto quanto sia prioritario agire in molto coordinato e su obiettivi comuni, contro i rischi idrogeologici e il dissesto per la salvaguardia del nostro territorio.

Nel solco dell’azione energica in termini di risorse e decisione, già condotta da questa Amministrazione comunale e dal Governo nazionale, ritengo che non si possa perdere un attimo di tempo, considerando il prezzo troppo alto che la città ha già pagato in due principali, tristi e recenti occasioni (quella del 2011 e quella del 2014) per concedersi di mettere in discussione opere strategiche, finanziate o addirittura cantierate.

Cantiere Bisagno1

Due anni fa condannai chi tentava di distogliere i fondi del “Piano Città” (utili oggi per lo Scolmatore del Fereggiano) dal nostro Comune a favore di un  un centro sportivo e un parco urbano attrezzato a Molfetta.

Poi l’azione o l’in-azione di altri Enti, volte alle lungaggini burocratiche, che hanno rallentato i lavori.

E ancora voci sparse di chi, coi lavori ha delle indubbie situazioni di disagio, che andranno limitate affinché i lavori possano procedere con rapidità e la miglior qualità, ma sono imparagonabili difficoltà rispetto alle priorità di decine di migliaia di persone che vivono ancora oggi situazioni di potenziale pericolo e di cui noi siamo chiamati a occuparci.

Superate le tortuosità, a questo punto di ogni genere, che possono ostacolare il corso dei lavori, considerando che siamo la città che ha avuto i maggiori investimenti in Europa contro il rischio idrogeologico, non resta, che il “tempo dei fatti”.

Fra i nostri compiti, quelli del Consiglio comunale, quello di vigilare su quanto programmato e stabilito come priorità per la nostra città.

Per questo chiedo alla Giunta:

qual è lo stato di avanzamento delle principali opere avviate e in partenza nel frangente che ci separa dalla fine 2015 per la prevenzione e la difesa del territorio, nello specifico:

  • lo stato del procedere dei lavori dello Scolmatore del Fereggiano;
  • lo stato del procedere dei lavori della Copertura del Bisagno;
  • lo stato di fatto sullo Scolmatore del Bisagno.

Inoltre desidero conoscere, a livello di indirizzo politico, come l’amministrazione intenda reagire rispetto a possibili fermi di natura prevedibile.


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Interrogazione sulla situazione dei servizi a supporto degli utenti della Biblioteca Berio

berio

La Biblioteca Civica Berio è la biblioteca centrale del Sistema Bibliotecario Urbano del Comune di Genova.

Importante per storia, vastità e unicità delle collezioni, dimensione degli spazi, si trova nella sede restaurata dell’antico Seminario dei Chierici, nel centro cittadino.

Ho posto quest’interrogazione alla Giunta per verificare la situazione dei servizi in particolare di ristorazione e igienici, a supporto degli utenti, che in questo periodo sono per lo più studenti che preparano gli esami della sessione estiva, ma anche persone di altre età, talvolta anziane che utilizzano gli spazi per letture, ricerche e altre attività tipiche della biblioteca.

Mi è stato segnalato e ho potuto constatare con un sopralluogo, che a causa delle temperature elevate in alcuni locali, che come tutta la struttura sono di proprietà comunale, non sono più nelle condizioni di essere utilizzati proprio per la mancanza di climatizzazione.

Il servizio bar al pian terreno, che è affidato in concessione dal Comune e a causa delle temperature elevate (attorno ai 35°C) ha interrotto lo scorso 4 luglio la sua attività, sospendendo quindi il servizio di ristorazione interno, utile agli utenti, perché non è più nelle condizioni di garantire la sicurezza del trattamento dei prodotti alimentari e quindi anche della clientela stessa.

I servizi igienici sempre al pian terreno hanno subito in queste settimane, interruzioni che si susseguono a quelle del maggio scorso.

In sintesi, lo stato dei servizi per chi fruisce della Biblioteca Berio è oggi deficitario, tanto che ad esempio gli studenti che utilizzano gli spazi per studiare hanno compiuto una migrazione verso via Asiago.

Per questo chiedo alla Giunta

quali azioni intende mettere in atto per ripristinare il massimo livello di servizi per gli utenti visitatori della più grande Biblioteca Civica nel centro della città.


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Interrogazione sui lavori in corso nel giardino di Palazzo Albini. Quali scelte in riferimento alla presenza dei ciliegi?

Consiglio Comunale 23 6 2015

Capita a molti di noi, cittadini che si muovono per le strade della città, osservare le trasformazioni che avvengono alle alberature lungo i viali, nei giardini, nelle zone più o meno urbanizzate della nostra città.

Partendo dal principio che deve condurre l’Amministrazione a garantire la presenza del verde esistente e, ove possibile, che esso sia implementato per aumentare la qualità disponibile alla fruizione dei cittadini,

noto anche, che

il verde lineare e il verde diffuso contribuiscono all’abbattimento degli agenti inquinanti propri di una grande città, che fortunatamente si muove, come Genova,

ritengo che

non si possa trascurare nemmeno la singola aiuola, come occasione per avere spazi di natura ancorché urbana godibile dai cittadini e dai nostri visitatori.

Conscio che

l’azione condotta dal Comune tramite il settore Verde di ASTER è volta al monitoraggio di migliaia di esemplari (se non erro circa 6.500, che diventano oltre 60mila se si tiene conto dei parchi e dei giardini anche privati in città),

ho posto alla Giunta questa interrogazione, per avere informazioni circa i lavori in corso presso il giardino antistante a Palazzo Albini, per significare un monitoraggio di cui ognuno di noi vorrebbe avere conto quando appunto vede una trasformazione, con una sottrazione, sostituzione come penso si tratti in questo caso, di alberi.

E per questo domando all’Assessore competente quali scelte sono state assunte in riferimento alla presenza dei ciliegi, e con quali tempi potremo rivedere anche lo spazio di Palazzo Albini, nuovamente adibito a verde.


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Interrogazione sull’iter di redazione del Bilancio Previsionale 2015

Ieri in Commissione Bilancio abbiamo chiuso la trattazione del Rendiconto 2014, un consuntivo che ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, frutto della gestione oculata e precauzionale assunta dall’Ente lo scorso anno, questa cifra dovrà naturalmente essere usata per migliorare gli equilibri del bilancio 2015.

Considerata la situazione di indeterminazione di cui soffrono alcuni settori del nostro Comune che si riverberano sull’erogazione dei servizi alla cittadinanza, ho posto questa interrogazione per conoscere qual è lo stato di avanzamento della redazione del Bilancio Previsionale del 2015, sede nella quale questo avanzo dovrà essere impiegato.

Siamo quasi alla fine di aprile, il termine di proroga per la presentazione del Bilancio Previsionale è fissato al 31 maggio (fra poco più di un mese), il protrarsi della gestione provvisoria rischia di diventare preoccupante, poiché consente impegni di spesa in misura mensile inferiore a 1/12 degli stanziamenti previsti nell’ultimo bilancio definitivamente approvato, quindi,

garantendo solo le spese regolate dalla legge, fra le quali non rientrano la maggior parte degli interventi per il sociale (ad esempio), la conseguenza è che questa situazione potrebbe finire per concretizzarsi in un taglio sull’erogazione del complesso dei servizi forniti dal Comune di Genova compromettendo l’azione propria dell’Ente.

Allo stesso modo la definizione delle tariffe fatta a metà dell’anno, a ridosso delle scadenze genera, come abbiamo visto negli anni passati, una rincorsa ai pagamenti alla quale non vorremo più sottoporre o addirittura costringere i pazienti contribuenti.

Per scongiurare questa situazione l’auspicio è che si proceda presto ad una previsione verosimile, con un Bilancio sì precauzionale ma di previsione, che dia una prospettiva ai settori della macchina comunale garantendo l’efficienza dei servizi basilari

e che eventualmente si proceda con delle variazioni di bilancio per effettuare correttivi in corso d’anno.

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Interrogazione sul l’occupazione dei marciapiedi per la sosta autorizzata

Quello dei marciapiedi può essere considerato un argomento banale, scontato, probabilmente senza fine, certamente doveroso di costante attenzione per un’amministrazione comunale.

Nella nostra città, abbiamo realtà molteplici come è naturale che sia, ma il caso che intendo portare oggi all’attenzione è quello dell’occupazione dei marciapiedi – destinati al transito pedonale – da stalli per la sosta autorizzata, dal Comune stesso, sia essa in regime di Blu Area o di sosta gratuita.

Questi casi sono riscontrabili più facilmente nei quartieri limitrofi al centro: Foce, Castelletto e Carignano. È il caso rispettivamente di Corso Torino, Corso Firenze e Corso Mentana.

Cosa accade? Il marciapiede è in parte occupato dalle autovetture posteggiate, regolarmente, in regime gratuito (righe bianche) o di Blu Area (righe blu).

Mi domando: è possibile non solo consentire, ma anche autorizzare che parte del marciapiede sia occupato dalle auto, sottraendo spazio ai pedoni, e soprattutto limitando chi ha difficoltà di deambulazione o il transito dei genitori con le carrozzine?

Capisco anche lo spirito col quale si è agito, quello di massimizzare l’offerta di sosta per i cittadini che sono alla ricerca di un posto per lasciare l’automobile.

Massimizzare sì, ma fino al punto in cui non si va a ledere il diritto di chi, con meno abilità riesce a muoversi sui marciapiedi.

Un altro elemento a svantaggio è lo stato di manutenzione.
In città prosegue l’opera di rifacimento dei marciapiedi, proprio nei quartieri che ho citato ci sono esempi virtuosi dove sono state fatte necessarie azioni che non vorrei fossero vanificate nel giro di pochi mesi. Mi vengono in mente: via Rimassa o Corso Carbonara, dove sono stati rifatti marciapiedi nuovi, e se questi venissero invasi dalle auto, il lavoro andrebbe in frantumi, perché i pneumatici sulle soglie portano al dissesto del selciato. 
Ad es. in Corso Torino con l’opera di manutenzione che verrà fatta, si impedirà che le auto possano invadere lo spazio dedicato ai pedoni, azione già fatta in Piazza Palermo. Naturalmente con un sacrificio di posti, che le dico, mi sento di sostenere se la qualità del costruito in superficie aumenta.

In conclusione, chiedo che la Giunta avvii un processo di revisione di questa regimentazione, coinvolgendo tutti gli interlocutori interessati, quindi i Municipi, la Polizia Municipale e la Direzione Mobilità del Comune, che con sopralluoghi ad hoc possa individuare il giusto equilibrio tra l’offerta degli stalli di sosta e la possibilità di poter fruire dei marciapiedi senza che questi siano occupati in modo regolarizzato dalle automobili in sosta.


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