Alberto Pandolfo

Consigliere comunale di Genova – Vice Presidente della Com. Bilancio e Patrimonio del Comune


Lascia un commento

Interrogazione sui lavori in corso nel giardino di Palazzo Albini. Quali scelte in riferimento alla presenza dei ciliegi?

Consiglio Comunale 23 6 2015

Capita a molti di noi, cittadini che si muovono per le strade della città, osservare le trasformazioni che avvengono alle alberature lungo i viali, nei giardini, nelle zone più o meno urbanizzate della nostra città.

Partendo dal principio che deve condurre l’Amministrazione a garantire la presenza del verde esistente e, ove possibile, che esso sia implementato per aumentare la qualità disponibile alla fruizione dei cittadini,

noto anche, che

il verde lineare e il verde diffuso contribuiscono all’abbattimento degli agenti inquinanti propri di una grande città, che fortunatamente si muove, come Genova,

ritengo che

non si possa trascurare nemmeno la singola aiuola, come occasione per avere spazi di natura ancorché urbana godibile dai cittadini e dai nostri visitatori.

Conscio che

l’azione condotta dal Comune tramite il settore Verde di ASTER è volta al monitoraggio di migliaia di esemplari (se non erro circa 6.500, che diventano oltre 60mila se si tiene conto dei parchi e dei giardini anche privati in città),

ho posto alla Giunta questa interrogazione, per avere informazioni circa i lavori in corso presso il giardino antistante a Palazzo Albini, per significare un monitoraggio di cui ognuno di noi vorrebbe avere conto quando appunto vede una trasformazione, con una sottrazione, sostituzione come penso si tratti in questo caso, di alberi.

E per questo domando all’Assessore competente quali scelte sono state assunte in riferimento alla presenza dei ciliegi, e con quali tempi potremo rivedere anche lo spazio di Palazzo Albini, nuovamente adibito a verde.


Lascia un commento

Interrogazione sull’iter di redazione del Bilancio Previsionale 2015

Ieri in Commissione Bilancio abbiamo chiuso la trattazione del Rendiconto 2014, un consuntivo che ha chiuso con un avanzo di 20 milioni di euro, frutto della gestione oculata e precauzionale assunta dall’Ente lo scorso anno, questa cifra dovrà naturalmente essere usata per migliorare gli equilibri del bilancio 2015.

Considerata la situazione di indeterminazione di cui soffrono alcuni settori del nostro Comune che si riverberano sull’erogazione dei servizi alla cittadinanza, ho posto questa interrogazione per conoscere qual è lo stato di avanzamento della redazione del Bilancio Previsionale del 2015, sede nella quale questo avanzo dovrà essere impiegato.

Siamo quasi alla fine di aprile, il termine di proroga per la presentazione del Bilancio Previsionale è fissato al 31 maggio (fra poco più di un mese), il protrarsi della gestione provvisoria rischia di diventare preoccupante, poiché consente impegni di spesa in misura mensile inferiore a 1/12 degli stanziamenti previsti nell’ultimo bilancio definitivamente approvato, quindi,

garantendo solo le spese regolate dalla legge, fra le quali non rientrano la maggior parte degli interventi per il sociale (ad esempio), la conseguenza è che questa situazione potrebbe finire per concretizzarsi in un taglio sull’erogazione del complesso dei servizi forniti dal Comune di Genova compromettendo l’azione propria dell’Ente.

Allo stesso modo la definizione delle tariffe fatta a metà dell’anno, a ridosso delle scadenze genera, come abbiamo visto negli anni passati, una rincorsa ai pagamenti alla quale non vorremo più sottoporre o addirittura costringere i pazienti contribuenti.

Per scongiurare questa situazione l’auspicio è che si proceda presto ad una previsione verosimile, con un Bilancio sì precauzionale ma di previsione, che dia una prospettiva ai settori della macchina comunale garantendo l’efficienza dei servizi basilari

e che eventualmente si proceda con delle variazioni di bilancio per effettuare correttivi in corso d’anno.

bilancio-conti


Lascia un commento

Interrogazione sul l’occupazione dei marciapiedi per la sosta autorizzata

Quello dei marciapiedi può essere considerato un argomento banale, scontato, probabilmente senza fine, certamente doveroso di costante attenzione per un’amministrazione comunale.

Nella nostra città, abbiamo realtà molteplici come è naturale che sia, ma il caso che intendo portare oggi all’attenzione è quello dell’occupazione dei marciapiedi – destinati al transito pedonale – da stalli per la sosta autorizzata, dal Comune stesso, sia essa in regime di Blu Area o di sosta gratuita.

Questi casi sono riscontrabili più facilmente nei quartieri limitrofi al centro: Foce, Castelletto e Carignano. È il caso rispettivamente di Corso Torino, Corso Firenze e Corso Mentana.

Cosa accade? Il marciapiede è in parte occupato dalle autovetture posteggiate, regolarmente, in regime gratuito (righe bianche) o di Blu Area (righe blu).

Mi domando: è possibile non solo consentire, ma anche autorizzare che parte del marciapiede sia occupato dalle auto, sottraendo spazio ai pedoni, e soprattutto limitando chi ha difficoltà di deambulazione o il transito dei genitori con le carrozzine?

Capisco anche lo spirito col quale si è agito, quello di massimizzare l’offerta di sosta per i cittadini che sono alla ricerca di un posto per lasciare l’automobile.

Massimizzare sì, ma fino al punto in cui non si va a ledere il diritto di chi, con meno abilità riesce a muoversi sui marciapiedi.

Un altro elemento a svantaggio è lo stato di manutenzione.
In città prosegue l’opera di rifacimento dei marciapiedi, proprio nei quartieri che ho citato ci sono esempi virtuosi dove sono state fatte necessarie azioni che non vorrei fossero vanificate nel giro di pochi mesi. Mi vengono in mente: via Rimassa o Corso Carbonara, dove sono stati rifatti marciapiedi nuovi, e se questi venissero invasi dalle auto, il lavoro andrebbe in frantumi, perché i pneumatici sulle soglie portano al dissesto del selciato. 
Ad es. in Corso Torino con l’opera di manutenzione che verrà fatta, si impedirà che le auto possano invadere lo spazio dedicato ai pedoni, azione già fatta in Piazza Palermo. Naturalmente con un sacrificio di posti, che le dico, mi sento di sostenere se la qualità del costruito in superficie aumenta.

In conclusione, chiedo che la Giunta avvii un processo di revisione di questa regimentazione, coinvolgendo tutti gli interlocutori interessati, quindi i Municipi, la Polizia Municipale e la Direzione Mobilità del Comune, che con sopralluoghi ad hoc possa individuare il giusto equilibrio tra l’offerta degli stalli di sosta e la possibilità di poter fruire dei marciapiedi senza che questi siano occupati in modo regolarizzato dalle automobili in sosta.



Lascia un commento

Interrogazione sulla situazione degli sfollati dalle proprie abitazioni a seguito delle frane verificatesi sul territorio cittadino

I tragici eventi alluvionali che hanno colpito la nostra città da due mesi a questa parte lasciano necessariamente pesanti strascichi sul tessuto urbano, in termini di:

  •  distruzione materiale,
  •  disgregazione economica e commerciale,
  •  ricaduta sociale.

Questo Consiglio comunale, in relazione alle Delibere che deve esaminare ha trattato gli aggiornamenti conseguenti alle azioni messe in atto tempestivamente dalla Giunta, in particolare circa l’attivazione delle Somme Urgenze per ricorrere ai danni materiali e fronteggiare o rimuovere le situazioni di rischio drammaticamente diffuse sul territorio.

Queste situazioni, in particolare le oltre 200 frane che hanno colpito la città, hanno generato in molti casi distruzioni che hanno coinvolto beni immobili con la devastazione o l’inagibilità di abitazioni, portando quasi 150 famiglie fuori casa per un totale di oltre 300 persone, evacuate a causa delle alluvioni del 9 ottobre e del 15 novembre scorsi.

Eventi diffusi da Levante a Ponente. Dalla Val Bisagno alla Val Cerusa. Da via delle Tofane (a Rivarolo) a via Montaldo (a Staglieno) di pochi giorni fa.

Le immagini delle frane sono impresse nella nostra mente: dalla più recente in via Montecucco a Prà a quella di via Capolungo nell’estremo Levante di Genova, dello scorso gennaio 2014.

Per questo chiedo alla Giunta

di avere un aggiornamento sulla situazione delle famiglie sfollate,

sottolineando che, poter garantire il mantenimento di un bene primario come “il proprio tetto sopra alla testa”, rimane prioritario.

Tofane


Lascia un commento

Interrogazione a risposta immediata sul cantiere di Largo Zecca

Testo dell’interrogazione:

Pongo quest’interrogazione alla Giunta per conoscere le motivazioni e gli obiettivi alla base dell’attività di cantiere in atto in Largo Zecca e in Via di Vallechiara.

Largo Zecca è luogo assai trafficato ed è interessato dalla presenza di un Istituto scolastico molto popolato. Quel luogo come tanti altri spazi della città dove esiste la commistione fra un Istituto scolastico e viabilità deve essere tutelato dal punto di vista della mobilità pedonale.

Allo stesso modo, in prossimità, è stato fatto un grande investimento che è quello del Mercato del Carmine, che necessita a mio avviso di un passaggio pedonale prioritario e un collegamento con Largo Zecca che può essere ottenuto valorizzando Via di Vallechiara, fino ad oggi di difficile scorrimento e occupata da un parcheggio selvaggio di motorini.

Pertanto chiedo alla Giunta di avere il quadro sull’azione posta in essere per salvaguardare da un lato la scuola e dall’altro per agevolare il transito da e verso il Mercato del Carmine con un percorso dedicato.

Replica alla risposta dell’Assessore:

La scelta di aver salvaguardato l’ingesso e l’uscita della scuola, con un lastricato che protegge il movimento, principalmente degli studenti, penso sia un’azione di buona Amministrazione degli spazi pubblici che il Comune deve perseguire anche in altri luoghi della città. Prioritariamente dove sono presenti categorie che necessitano di tutela come gli studenti delle scuole o dove esistono luoghi di pregio e particolare attrattivitá.


Lascia un commento

gli emendamenti alla Delibera su Fiera di Genova

Oggi, fino a sera, in Consiglio Comunale è stata discussa la Delibera sugli indirizzi per la promozione di un accordo di pianificazione, relativo alla Fiera di Genova, funzionale al percorso di valorizzazione delle aree, non più necessarie alla funzione fieristica e rientranti nella disponibilità del Comune.
A nome del Gruppo del PD ho presentato dopo la Direzione Provinciale del Partito tenutasi ieri sera (7 luglio 2014) tre emendamenti in relazione:
– al percorso di partecipazione della cittadinanza che possa essere riconosciuto con punteggio di valutazione nella procedura concorsuale;
– ai tempi di conclusione dell’iter confinati a questo ciclo amministrativo;
– al controllo societario, attraverso una presenza del Comune o di una società controllata per tutelare gli interessi della comunità tramite le funzioni pianificatore e gestionali;
Inoltre abbiamo sostenuto emendamenti della maggioranza per:
eliminare le medie e grandi strutture di vendita organizzate in Centro Commerciale, e creare invece un Distretto Commerciale Tematico articolato in più esercizi caratterizzati per offerta merceologica coerente con i temi dell’area su cui insistono.

 


Lascia un commento

Interrogazione a risposta immediata sulla regolamentazione raccolta fondi delle Pubbliche Assistenze

Le Pubbliche Assistenze svolgono sul territorio cittadino un’attività di presidio sociale e sanitario prezioso per la nostra comunità.

Spesso lungo i marciapiedi delle vie della città con un traffico pedonale più intenso, è facile incontrare lettighe attrezzate per una generica raccolta fondi.
 
Queste oggi, al contrario di altri soggetti che devono chiedere di occupare il suolo pubblico, hanno la possibilità di raccogliere denari senza la necessità di fare alcuna richiesta preventiva.
 
Così facendo in alcuni punti di intenso passaggio c’è chi in modo stanziale, e talvolta ingannevole o irregolare, raccoglie denaro sotto mentite spoglie di Pubblica Assistenza.
 
I casi emergenziali d’abusivismo lungo le vie della città sono molteplici, fra questi c’è anche quello di fantomatiche Pubbliche Assistenze.
 
Occorre precisare che molte “Croci” svolgono legittimamente e per necessità, l’attività di reperimento fondi o donazioni volontarie, in modo corretto, queste penso non avranno nessun problema ad adeguarsi ad una regolamentazione (che chiedo che la Giunta preveda) che non solo gli consente di continuare la loro attività, ma che li tutela ulteriormente.
 
Ciò che chiedo serve a limitare fino ad escludere episodi ingannevoli per la cittadinanza.
 
A tal fine penso che un’azione coordinata col supporto dei Municipi, che conoscono le realtà delle Pubbliche Assistenze nei 9 territori che amministrano, senza creare nessun apparato burocratico, ma un permesso snello, possa essere utile a controllare e regolamentare anche questo tipo di occupazione del suolo pubblico.
 
Alla Giunta chiedo dunque che si intervenga per regolamentare la raccolta fondi su strada delle Pubbliche Assistenze.
 
Immagine